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Obiettivo:
Incamminarsi lungo la via della scoperta del corpo espressivo,
attraverso la continua ricerca di consapevolezza fisico-vocale a livello
pre-espressivo. I sopraelencati obiettivi sono solo dei pretesti. La necessità di porli in essere è dettatata dalla semplice esigenza di avere una meta ben definita che avvii il cammino, meta che finirà con l'essere necessariamente disattesa con la pratica. Ogni
incontro sarà più o meno sviluppato attraverso le seguenti
fasi: accaloramento, accordatura, attivazione, azione
. Successivamente, ci si inoltrerà nelle fasi della creazione,
della definizione e in quello della espressione. Accaloramento: Per iniziare il lavoro, il corpo (nella sua accezione ampia di fisico-mente-respiro-voce) deve essere ben accordato; affinché il corpo sia accordato in maniera appropriata esso deve essere accalorato, ossia "portato a caloria". Il verbo "accalorare" mi sembra dia un'indicazione più complessa rispetto al termine "riscaldarsi", in quanto implica un coinvolgimento anche psico-emotivo e un senso di partecipazione integrale: accalorarsi, eccitarsi, infervorarsi. Quindi, non si tratta del semplice movimento preliminare, morbido o aerobico che sia, per disfreddare il corpo ma già di un riscaldamento dello spirito e della mente. Fondamento di questa fase sono i giochi di interrelazione spontanea. Accordatura: Come il musicista accorda il proprio strumento prima dell'esecuzione musicale, così l'attore, prima di qualsiasi approccio all'esplorazione (che in ogni caso è già iniziata inconsapevolmente nella fase di accaloramento), deve necessariamente accordare il proprio strumento, il corpo. Particolare attenzione sarà data al centro dello strumento attorale, ossia la colonna vertebrale. Senza un costante esercizio sulla e con la colonna, si rischia di limitare fortemente le possibilità di esplorazione pre-espressiva e, spesse volte, anche di danneggiare il fisico. Attraverso la respirazione in movimento, l'esecuzione in morbidezza, l'appoggio alla muscolatura profonda, la scompoisizione fisica, la dis-articolazione e via discorrendo, si arriverà ad avere un corpo pronto, o quanto meno, "disposto a". Attivazione: Questa fase in realtà non segue nell'ordine le due precedenti, piuttosto è trasversale ad essa. L'energia non è qualcosa che si attiva da un momento all'altro. Essa sembra somigliare ad un corso d'acqua nella sua estrema variabilità di deflusso: come un torrente, può essere a tratti più o meno in secca, più o meno scrosciante, ma c'è sempre ed è mai immobile. Più se ne spende più essa si rigenera, è dinamica. Numerosi sono gli ostacoli che spesso rischiano di condurci nel pantano dell'immobilità, che può manifestarsi a qualsiasi livello, emotivo, fisico, spirituale, mentale e così via. Comunque sia, non v'è nulla di mistico, piuttosto si tratta di una sorta di "messa in moto" della sfera meno evidente dell'individuo che possa sostenere nell'esplorazione il corpo accordato. Azione: Il lavoro sulle azioni fisiche è il momento centrale del percorso proposto, e ne rappresenata certamente la parte più tecnica. Attraverso la definizione delle attività, verranno individuate le azioni che la compongono. Ogni azione verrà esplorata nelle sue componenti ed esplorata secondo i principi, o "arnesi", individuati nel lavoro di training gererale delle fasi preliminari. Questo lavoro ci permetterà di esulare dall'aspetto stilistico per approfondire la pura ricerca delle infinite possibilità con cui uno stesso gesto, atomo dell'azione, può essere svolto, eseguito, interpretato, vissuto. Solo in seguito si proverà ad abbandonare l'aspetto tecnico per l'esplorazione emotiva e sensoriale come motore del gesto poetico. Per le successive fasi di creazione, definizione ed espressione, si proverà ad affrontare materiale drammaturgico, per provare le possibili concrete applicazioni del lavoro pre-espressivo all'incontro con quella che viene usualmente definita "la scena". L'esplorazione transiterà anche per la costruzione di sequenze, o partiture fisiche, secondo diverse metodologie (biomeccanica, teatro-danza, mimo), l'uso della maschera (larvale, neutra, espressiva), rudimenti di acrobatica e di scherma teatrale. |