con
Valentina Fogliani

Fabio "Takashi Ryu" Pagano
Valentino Infuso


disegno luci Claudine Castay
datore luci e video : Michele Ciardulli

progettazione e costruzione macchine sceniche:
Arcangelo Berlingeri, Federico Gallia, Massimo Gambarutti, Salvatore Fiorini e Valentino Infuso

animazioni video : Fabio Sardo
illustrazioni: Izumi Fujiwara, Fabio Sardo
consulenza musicale: Roberto Zanisi
consulenza cinematografica: Giampiero Raganelli
traduzioni: Ryoko Mori
ufficio stampa:
Valeria Marsheva

maschere e regia:
VALENTINO INFUSO


Opera surreale ambientata in un metafisico sushibar in cui gli spettatori sono nastrotrasportati in un vortice di eventi grotteschi, paradossali, in “instabile equilibrio tra ardita prosa e teatro-danza”

 

Uno spettacolo (attraverso il cinema giapponese) di
VALENTINO INFUSO

evento in collaborazione con
Food Art

contemporary sushi

una produzione
TEATRO IN POLVERE
col sostegno dell'ASS.SOSTA PALMIZI
e col supporto di FuxBau e Nipponica

Presentato in forma di work in progress la scorsa stagione, torna dando in pasto agli spettatori, oltre che emozioni a tinte forti e momenti di delicata poesia, riso e pesce crudo…



polaroid

si ringraziano
Emilia Impero, Gianni Ilardo, Marco Cavalli, Michele Cafaggi, Emilio Cardia, Max Grattieri, Rossella Marangoni, Linda Bergamini e l'aula 7 dell'Università di Modena

LO SPETTACOLO

“PIUTTOSTO CHE DIMENTICARE L’AMORE CHE TI PORTO… HO FINITO COL DIMENTICARE TE.”

Un luogo estraneo, un "kaiten-zushi”, ossia uno di quei locali giapponesi dove si serve pesce crudo e riso su un nastro trasportatore… Tra i suoi avventori, due individui, un uomo ed una donna che, per il tramite della diabolica macchina rotante, si conosceranno, si attrarranno e infine si ameranno.
Ma in realtà non è la prima volta, si erano già amati un tempo ed avendo, chissà come, iniziato a non riconoscersi più, si sono lasciati lentamente scivolare nell'oblio reciproco, fino a dimenticarsi completamente l’uno dell’altra. E accadrà ancora e ancora… I due continueranno a vivere un susseguirsi di dis-conoscimenti e ri-conoscimenti fino a quando, ritrovatisi nella consapevolezza, decideranno di unirsi per sempre sublimando la loro reciproca passione in maniera molto particolare: SUSHIDANDOSI !

“È UNA COMICA… UNA COMICA AMARA… IN 7/3.”

Il sorriso è, a nostro avviso, il modo migliore per aprire gli animi all’intima riflessione sull’essere umano.
I 7/3 fanno riferimento ad una delle innovazioni del cinema giapponese negli anni '20, ossia il costante equilibrio tra l’aspetto comico e quello tragico delle storie, in un rapporto simbolico di… "tre m
inuti di lacrime per ogni sette di risate”


LA MATERIA
Come è possibile che ai nostri occhi le persone cambino più di quanto siamo disposti a tollerare? Che l’amore stesso che unisce le persone sia così mutevole e cangiante da non permettere più ri-conoscenza? Come accade che il legame attrattivo si riveli così solubile e che quindi ci si possa perdere nell’oblio, nella dimenticanza, quella costruita attimo per attimo, mancanza dopo mancanza, resa dopo resa…

Il "sushidio" è la comprensione dello stato delle cose, è l’accoglienza dell’autenticità della condizione umana, della sua dinamica fluttuante. Decidere di raggelare tutto il bene nel momento di onda piena, non ha nulla dell’arrendevole, tragico, suicidio sotto il peso del vivere, ma è l’atto sublime di una creazione di qualcosa di eterno nel suo pieno splendore:
Possano gli esseri ri-conoscersi ancora una volta, fino a quando morte non li unisca per sempre.


IL CINEMA GIAPPONESE

Non è uno spettacolo sulla cultura giapponese. È uno spettacolo “attraverso” il cinema giapponese. Non è uno spettacolo sulla cultura giapponese, ma si riferisce ad essa “attraverso” lo schermo della sua cinematografia. Quel che di nipponico emergerà sarà frutto dell’immaginazione dei due avventori sollecitati dall’estraneità del luogo, attraverso il kaiten-zushi, una macchina scenica di 9 metri per 5 appositamente realizzata, che sarà il fulcro dell’azione. Questo immaginario, questo calderone visuale cui attingere, è composto da fotogrammi, flash visivi, colori e suoni che riverberano nella memoria e nell’animo, da echi di gesti, azioni e contemplazioni dai film di maestri del Cinema come Ozu, Mizoguchi, Miike, Kurosawa Akira, Tsukamoto, Kitano, Fukasaku, Oshima, Masumura, Terayama, Wakamatsu... solo per citarne alcuni. Ma non mancano riferimenti al cinema dei Benshi (che commentavano e davano voce ai film muti) o ai kaiju-eiga(film dei mostri, della serie Godzilla e co.), nonchè al cinema di animazione (gli Anime).

Tutto ciò permetterà comunque di giocare con la materia profonda del lavoro anche attraverso la maschera ridanciana del travestimento in altro, dando lievito e sofficità ad una materia che altrimenti risulterebbe estremamente tamugna e ostica anche ai palati intellettualmente più esigenti.

L’ALLESTIMENTO: il Kaiten, la macchina degli stimoli rotanti


Kaiten-Zushi significa letteralmente “sushi rotante”. In questi locali, come ormai se ne possono trovare ovunque nel mondo, tutti i commensali si siedono intorno ad un bancone e davanti ad ognuno passa un nastro trasportatore automatizzato sul quale scorrono pezzi di sushi su piattini colorati ad ognuno dei quali corrisponde un prezzo. Il kaiten sarà la nostra macchina degli stimoli, un organismo bionico come conduttore inesorabile di messaggi, informazioni, elementi, suoni, umori, visioni e, ovviamente, di sushi vero e proprio, in maniera tale da attivare una
dinamica al contatto continuo tra i gli avventori anche se fisicamente distanti.
Tecnicamente, si tratta di un nastro scorrevole azionato manualmente da un servo di scena
in nero (il kuroko) motore dell’azione e dell’emozione, un sushi-man mistico, una Parca meccanica cui sarà affidato il compito di pulsore dinamico, attore dell’argano che mette in moto il meccanismo olistico del kaiten. Esso è parte integrante il kaiten, esso è il kaiten stesso, anzi, è il nastro ad essere il prolungamento meccanico del suo corpo organico.

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I PARTNERS

SOSTA PALMIZI
La Compagnia Sosta Palmizi è stata una – e la più considerevole – tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia (1985)‚ e l’attuale Associazione‚ che vede alla sua guida due dei coreografi del gruppo iniziale‚ costituisce oggi un punto di riferimento artistico e pedagogico importante per le nuove generazioni di danzatori e coreografi. Nel 1990 la Compagnia Sosta Palmizi si scioglie e parte del suo patrimonio artistico si trasforma dando vita‚ con Raffaella Giordano e Giorgio Rossi in qualità di direttori artistici‚ all’Associazione Sosta Palmizi‚ con sede prima a Torino ed in seguito dal 1995 a Cortona in Toscana.
L’Associazione promuove e sostiene l’attività coreografica dei due direttori ed è una realtà di riferimento nell’ambito della creatività coreutica contemporanea; il suo operato è particolarmente sensibile alla qualità dell’esperienza artistica‚ alla formazione e all’accompagnamento delle giovani generazioni. Nel corso degli anni Raffaella Giordano e Giorgio Rossi hanno coinvolto‚ in maniera organica ed autentica‚ numerose persone provenienti da diverse esperienze‚ maturando un nucleo stabile‚ affine per storia e poetica‚ di Artisti Associati alla struttura. Interpreti‚ autori e collaboratori‚ coinvolti nelle produzioni e sostenuti nel loro percorso individuale‚ che hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo e alla crescita dell’arte coreutica nel panorama artistico del Paese. La Sosta Palmizi consegue attraverso la sua naturale vocazione le premesse per essere un centro di creazione per le arti sceniche‚ uno spazio di riferimento e di dialogo‚ un “luogo–ponte” verso la costruzione di un percorso possibile. L’attività di sosta palmizi è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo Regione Toscana, Sistema Regionale dello Spettacolo, Comune di Cortona.
vai al sito web di Sosta Palmizi


NIPPONICA
Un ponte culturale tra Italia e Giappone
Nipponica, manifestazione annuale organizzata e diretta dall’associazione culturale Symballein, attraverso i suoi appuntamenti, vuole offrire nuovi punti di vista, liberi da stereotipi e preconcetti, uno spazio di incontro e conoscenza con una cultura tanto lontana quanto sorprendentemente vicina.
Nipponica mette a disposizione la propria esperienza nell’ambito della diffusione culturale giapponese in Italia e dei rapporti culturali bilaterali. Dall’ideazione alla realizzazione, Nipponica offre la possibilità di promuovere in Italia eventi dedicati alla cultura giapponese che siano in grado al contempo di esaltare le peculiarità proprie del territorio in cui si svolgono. Essa, inoltre, può dare visibilità a manifestazioni organizzate da terzi, attraverso l’inserimento nel proprio cartellone nazionale e può individuare specifici piani promozionali rivolti alla cultura italiana in Giappone e, viceversa, alla cultura giapponese in Italia. Partners di Nipponica sono Ministero degli Affari Esteri, Università di Bologna, Regione EmiliaRomagna, Ambasciata del Giappone e Consolato Generale del Giappone.
vai al sito web di Nipponica


FUXBAU
Zona temporanea di creazione
La FuxBau è uno spazio fisico mutevole dove, come nella tana la volpe, si possa trovare rifugio nell'attesa... una zona dove poter creare, pensare, lavorare, immaginare, costruire, disfare e poi rifare... in sostanza un luogo dove potersi dare il tempo. Il nome è un omaggio alla Fuchsbau dello splendido Heimat 2 di Edgar Reitz.
Gestita da Valentino Infuso e Valentina Fogliani, la FuxBau è un seminterrato di 200 mq. sito a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. In essa si scolpisce il legno, si lavora il cuoio per la fabbricazione di maschere, si scrivono canovacci e bozze di testi drammatici (e li si provano anche on stage) e si tengono laboratori e stages di varia natura, dal training attorale all’animazione di marionette. Attualmente la tana funge da sala prove per la nuova produzione Sushidio.

vai alla pagina web di FuxBau

FOOD ART
Contemporary sushi
"Tu sarai completo solo quando fonderai nozioni di cucina, di arte, di colore, con l'ampio respiro della cultura. E, soprattutto, quando padroneggerai l'arte della creatività."
Inizia con queste parole l'incontro tra Paolo Cova e il Maestro Sushi. Parole che danno vita al raffinato percorso di Food Art Contemporary Sushi, luogo di eleganti sapori che nascono dalla continua ricerca artistica e culinaria.
Ricerca sapiente, per armonizzare tradizione e fantasia all'interno di un ambiente contemporaneo. Ambiente dove i sensi sono continuamente sollecitati alla scoperta di gusti leggeri e essenzialmente creativi.
Continua così, il viaggio tra i sapori e i colori di un Mondo lontano, in un sapiente gioco di armonie, sotto la guida creativa di Andrea Cova.
vai al sito web di Food Art


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RASSEGNA STAMPA


Rosario Pipolo: "Sushidio, pulp in jappo style"

Silvia Pizzi: "Sushidio: amore e pesce crudo"

Luisa Indelicato: "Un Sushidio d'amore e gusto"

Mario Gazzola : "Antichrist e Sushidio, la coppia infranta"

Elisa Murgese: "Sushidio: il mondo nipponico portato a teatro da Valentino Infuso" e "Intervista a Valentino Infuso"

Alex Miozzi: "Sushidio"

Renzo Francabandera: "Il giovane teatro si confronta con l'estetica d'Oriente e d'Occidente"

Violetta Serreli: "Sushidio allo spazio Ilardo"

Saul Stucchi: "Quando lo spettacolo sushidio volgeva al termine"

Fabbrizio Caleffi: "Sushidio"

VivaLaRadio!Network

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