locandina Sushidio

con
Valentina Fogliani

Fabio "Takashi Ryu" Pagano
Valentino Infuso

composizione sonora: Davide Tidoni

progettazione e costruzione macchine sceniche:
Arcangelo Berlingeri,
Federico Gallia, Massimo Gambarutti, Salvatore Fiorini e Valentino Infuso
animazioni video: Fabio Sardo
illustrazioni: Izumi Fujiwara
consulenza musicale: Roberto Zanisi
consulenza cinematografica: Giampiero Raganelli
foto e video: IlardoTeam

si ringraziano Emilia Impero, Michele Cafaggi ed Emilio Cardia.

 



Uno spettacolo (attrav
erso il cinema giapponese) di
VALENTINO INFUSO

produzione: Valentino Infuso /TEATRO IN POLVERE

col sostegno dell'Associazione
SOSTA PALMIZI

con la collaborazione di:
IlardoTeam, FuxBau e Nipponica


PRIMA NAZIONALE
Milano
dal 12 al 18 maggio

SpaceTeam
Complesso ex-Ginori
via Morimondo, 26
(trasversale di via Ludovico il Moro)




LO SPETTACOLO
Due individui, un uomo e una donna, in un luogo a loro estraneo... un "kaiten-zushi”, ossia uno di quei locali giapponesi dove si serve pesce crudo e riso su un nastro trasportatore. Sarà proprio attraverso questa macchina rotante che i due si conosceranno e scopriranno di amarsi.
Ma in realtà non è la prima volta. Era già successo in precedenza, ma iniziarono l'un l'altra a non risconoscersi più, scivolando lentamente nell'
oblio reciproco... Tra i due vi sarà un susseguirsi di dis-conoscimenti e ri-conoscimenti fino a quando, infine ritrovatisi, decideranno di unirsi per sempre sublimandosi... nella morte attraverso il sushi...

“E’ UNA COMICA… UNA COMICA AMARA… IN 7/3”.


Il sorriso è, a nostro avviso, il modo migliore per aprire gli animi all’intima riflessione sull’essere umano.
I 7/3 fanno riferimento ad una delle innovazioni nel fare cinema negli anni'20 in Giappone, ossia il costante equilibrio tra l’aspetto comico e quello tragico delle storie, in un rapporto simbolico di “tre minuti di lacrime per ogni sette di risate”




LA MATERIA
Come è possibile che ai nostri occhi le persone cambino più di quanto siamo disposti a tollerare? Che l’amore stesso che unisce le persone sia così mutevole e cangiante da non permettere più ri-conoscenza? Come accade che il legame attrattivo si riveli così solubile e che quindi ci si possa perdere nell’oblio, nella dimenticanza, quella costruita attimo per attimo, mancanza dopo mancanza, resa dopo resa…

Il "sushidio" è la comprensione dello stato delle cose, è l’accoglienza dell’autenticità della condizione umana, della sua dinamica fluttuante. Decidere di raggelare tutto il bene nel momento di onda piena, non ha nulla dell’arrendevole, tragico, suicidio sotto il peso del vivere, ma è l’atto sublime di una creazione di qualcosa di eterno nel suo pieno splendore:
Possano gli esseri ri-conoscersi ancora una volta, fino a quando morte non li unisca per sempre.


IL CINEMA GIAPPONESE

Non è uno spettacolo sulla cultura giapponese. È uno spettacolo “attraverso” il cinema giapponese. Non è uno spettacolo sulla cultura giapponese, ma si riferisce ad essa “attraverso” lo schermo della cinematografia giapponese. Quel che di nipponico emergerà sarà frutto dell’immaginazione dei due avventori sollecitati dall’estraneità del luogo, attraverso il kaiten-zushi, una macchina scenica di mt 9x5 appositamente realizzata, che sarà il fulcro dell’azione. Questo immaginario, questo calderone visuale cui attingere, è composto da fotogrammi, flash visivi, colori e suoni che riverberano nella memoria e nell’animo, da echi di gesti, azioni e contemplazioni dai film di maestri del Cinema come Ozu, Mizoguchi, Miike, Kurosawa Akira, Tsukamoto, Kitano, Fukasaku, Oshima, Masumura, Terayama, Wakamatsu... solo per citarne alcuni. Ma non mancano riferimenti al cinema dei Benshi (che commentavano e davano voce ai film muti) o ai kaiju-eiga(film dei mostri, della serie Godzilla e co.), nonchè al cinema di animazione (gli Anime).

Tutto ciò permetterà comunque di giocare con la materia profonda del lavoro anche attraverso la maschera ridanciana del travestimento in altro, dando lievito e sofficità ad una materia che altrimenti risulterebbe estremamente tamugna e ostica anche ai palati intellettualmente più esigenti.

L’ALLESTIMENTO: il Kaiten, la macchina degli stimoli rotanti
Kaiten-Zushi significa letteralmente “sushi rotante”. In questi locali, come ormai se ne possono trovare ovunque nel mondo, tutti i commensali si siedono intorno ad un bancone e davanti ad ognuno passa un nastro trasportatore automatizzato sul quale scorrono pezzi di sushi su piattini colorati ad ognuno dei quali corrisponde un prezzo. Il kaiten sarà la nostra macchina degli stimoli, un organismo bionico come conduttore inesorabile di messaggi, informazioni, elementi, suoni, umori, visioni e, ovviamente, di sushi vero e proprio, in maniera tale da attivare una
dinamica al contatto continuo tra i gli avventori anche se fisicamente distanti.
Tecnicamente, si tratta di un nastro scorrevole azionato manualmente da un servo di scena
in nero (il kuroko) motore dell’azione e dell’emozione, un sushi-man mistico, una Parca meccanica cui sarà affidato il compito di pulsore dinamico, attore dell’argano che mette in moto il meccanismo olistico del kaiten. Esso è parte integrante il kaiten, esso è il kaiten stesso, anzi, è il nastro ad essere il prolungamento meccanico del suo corpo organico.



I PARTNERS

SOSTA PALMIZI
La Compagnia Sosta Palmizi è stata una – e la più considerevole – tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia (1985)‚ e l’attuale Associazione‚ che vede alla sua guida due dei coreografi del gruppo iniziale‚ costituisce oggi un punto di riferimento artistico e pedagogico importante per le nuove generazioni di danzatori e coreografi. Nel 1990 la Compagnia Sosta Palmizi si scioglie e parte del suo patrimonio artistico si trasforma dando vita‚ con Raffaella Giordano e Giorgio Rossi in qualità di direttori artistici‚ all’Associazione Sosta Palmizi‚ con sede prima a Torino ed in seguito dal 1995 a Cortona in Toscana.
L’Associazione promuove e sostiene l’attività coreografica dei due direttori ed è una realtà di riferimento nell’ambito della creatività coreutica contemporanea; il suo operato è particolarmente sensibile alla qualità dell’esperienza artistica‚ alla formazione e all’accompagnamento delle giovani generazioni. Nel corso degli anni Raffaella Giordano e Giorgio Rossi hanno coinvolto‚ in maniera organica ed autentica‚ numerose persone provenienti da diverse esperienze‚ maturando un nucleo stabile‚ affine per storia e poetica‚ di Artisti Associati alla struttura. Interpreti‚ autori e collaboratori‚ coinvolti nelle produzioni e sostenuti nel loro percorso individuale‚ che hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo e alla crescita dell’arte coreutica nel panorama artistico del Paese. La Sosta Palmizi consegue attraverso la sua naturale vocazione le premesse per essere un centro di creazione per le arti sceniche‚ uno spazio di riferimento e di dialogo‚ un “luogo–ponte” verso la costruzione di un percorso possibile. L’attività di sosta palmizi è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo Regione Toscana, Sistema Regionale dello Spettacolo, Comune di Cortona.

NIPPONICA
Un ponte culturale tra Italia e Giappone
Nipponica, manifestazione annuale organizzata e diretta dall’associazione culturale Symballein, attraverso i suoi appuntamenti, vuole offrire nuovi punti di vista, liberi da stereotipi e preconcetti, uno spazio di incontro e conoscenza con una cultura tanto lontana quanto sorprendentemente vicina.
Nipponica mette a disposizione la propria esperienza nell’ambito della diffusione culturale giapponese in Italia e dei rapporti culturali bilaterali. Dall’ideazione alla realizzazione, Nipponica offre la possibilità di promuovere in Italia eventi dedicati alla cultura giapponese che siano in grado al contempo di esaltare le peculiarità proprie del territorio in cui si svolgono. Essa, inoltre, può dare visibilità a manifestazioni organizzate da terzi, attraverso l’inserimento nel proprio cartellone nazionale e può individuare specifici piani promozionali rivolti alla cultura italiana in Giappone e, viceversa, alla cultura giapponese in Italia. Partners di Nipponica sono Ministero degli Affari Esteri, Università di Bologna, Regione EmiliaRomagna, Ambasciata del Giappone e Consolato Generale del Giappone.

ILARDO TEAM

Spirit of Image
Studio di produzione d’immagini (fotografie&video) per la comunicazione, fondato nel 1972 da Gianni Ilardo, socio AFIP (Associazione Fotografi Italiani Professionisti), il quale collabora con le principali Agenzie pubblicitarie ed importanti Aziende multinazionali. Non perdendo mai di vista gli scopi delle immagini richieste, esplora tutti i generi della fotografia commerciale, dalla moda all’illustration, allo still life ambientato, per giungere fino al food.
Per comporre le sue immagini usa sofisticate e moderne tecnologie digitali ed elabora le fotografie realizzate in un reparto post-produzione interno allo studio. Così, qualsiasi immagine prodotta dallo studio è il frutto di uno “spirit of the team”. La nuova sede, sul naviglio di via Ludovico il Moro, all’interno dell’ex stabilimento Richard Ginori, sarà luogo di incontro di attività artistiche e espositive di altissimo livello.

FUXBAU
Zona temporanea di creazione
La FuxBau è uno spazio fisico mutevole dove, come nella tana la volpe, si possa trovare rifugio nell'attesa... una zona dove poter creare, pensare, lavorare, immaginare, costruire, disfare e poi rifare... in sostanza un luogo dove potersi dare il tempo. Il nome è un omaggio alla Fuchsbau dello splendido Heimat 2 di Edgar Reitz.
Gestita da Valentino Infuso e Valentina Fogliani, la FuxBau è un seminterrato di 200 mq. sito a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. In essa si scolpisce il legno, si lavora il cuoio per la fabbricazione di maschere, si scrivono canovacci e bozze di testi drammatici (e li si provano anche on stage) e si tengono laboratori e stages di varia natura, dal training attorale all’animazione di marionette. Attualmente la tana funge da sala prove per la nuova produzione “Sushidio"