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| La
Critica |
"...
si ride, si mangia, ci si abbandona e ci si lascia accudire.
Insomma un gioco garbato e abbastanza eterogeneo da sedurre
anche chi non è abituato al teatro, un esperimento
interessante, certamente gradevole al palato e, nell'insieme,
di soddisfazione per tutti i sensi."
Sara
Chiappori, LA REPUBBLICA
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"...
è un invito da un'epoca dimenticata a recuperare
quello che eravamo in una specie di ritorno alle origini...
il tempo scorre impercettibile. Ogni particolare è
stato pensato con cura e amore, ogni commensale si sente
coccolato e amato... felici ci si sente per le due ore della
cena. Una felicità antica, inconsapevolmente mai
dimenticata."
Paola
Federici, LA PADANIA
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"Teatro-Cucina
ha un'allure preziosa e sofisticata, con barocche atmosfere
colte, musica etnica e piatti ispirati ai sacri testi della
gastronomia ."
Enrico
Saravalle, ANNA
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"...
quest'impasto di teatro, musica e cibo dà una piacevole
sensazione di amor proprio. Per due ore abbondanti si fagocitano
cucina e vita come ai tempi del De re coquinaria di Apicio."
Alessandro
Midlarz, GQ.com
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"Una
vera goduria, per il palato e per lo spirito.."
Claudia
Cannella, HYSTRIO
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"...
una divertita soddisfazione per un'esperienza decisamente
insolita... Alla fine tutti si convincono di essere al centro
di una favola atemporale..."
Mariella
Tanzarella, LA REPUBBLICA
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"...
in scena uno spettacolo insolito e ... appetitoso ... che
permette di assaporare, attraverso la rappresentazione di
bravissimi attori, la storia e la tradizione del pane, del
vino e di gustose ricette popolari ... un tourbillon di
gesti, parole, suggestioni, tutti originalissimi e coinvolgenti.
Indimenticabile il monologo recitato in napoletano da Infuso
(alla De Filippo, per intenderci) sul piatto che gli preparava
la nonna 'palillo palillo' (piano e dolcemente), o l'allegra
baldoria scatenata da un matrimonio stile Underground
di Kusturica."
Bruno
Barba , RIFLESSI
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"Un
canovaccio di situazioni che attinge alla miglior tradizione popolare
del nostro paese
qui le pietanze preparate e offerte al pubblico
si legano alla drammaturgia, scatenando momenti d'alta poesia.
Per godere, come di rado accade, di un teatro ad alta tensione
emotiva."
Antonio
Garbisa,
METRO
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"
Nella cucina-platea
all'antica
il clima è "rabelaisiano"
Sicché la soddisfazione dei commensali non dipende soltanto
dal pur apprezzabile menù, che sollecita a gusti originali
e raffinati, ma dallo scatenarsi di Infuso come pizzaiolo o cerusico
molieresco, dalla farsa cechoviana con la Casiraghi come sposina
al pranzo di nozze, dai tremolii da vecchina della Agustoni che
dispensa tisane."
Ugo Ronfani,
IL GIORNO
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"dietro a una
tenda danzano le ombre e il Teatro-Cucina va a incominciare, signore
e signori godetevi uno degli spettacoli più originali e
curiosi degli ultimi anni, cioè buona visione
e buon
appetito. Attenzione però: non è un approccio teatrale
al cibo, è un approccio gastronomico al teatro. Non è
la vita che racconta il cibo. E' il cibo che racconta la vita
Qui, via via che le portate si susseguono e gli spettatori cenano,
profumi e sapori rimandano a ricordi, sensazioni, sogni, metafore."
Saverio
Paffumi, GAMBERO ROSSO
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"Uno spettacolo
inconsueto.. che circuisce, carezza, talvolta burlandoli amabilmente,
i 26 commensali che assistono felicemente stupiti di essere serviti
dagli stessi attori-mimi-ballerini
è un gesto d'amore
per il teatro e la buona cucina, dove questa assume un valore
espressivo, riconsegnando il piacere del cibo, sfidando l'artificiosità
della cucina moderna, riproponendo l'emozione dei riti conviviali
di un tempo
Il cibo è qui essenza vitale e drammaturgica,
nel coinvolgimento totale dei commensali, che non sono incalzati
ma avvolti dal susseguirsi di invenzioni sceniche, dalla recitazione
corporea degli interpreti, dalle musiche
Una bella notizia
dopo anni di disperante cabaret. Di certo una serata diversa,
da ricordare e tramandare
."
Adriano
De Carlo, IL GIORNALE
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