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lo
Spettacolo
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IL
CAST
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LA
CRITICA
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CONTATTACI
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La storia...
"Teatro-Cucina,
intrattenimento conviviale in cinque portate e due atti.
Lo spettacolo debutta a Milano, nell'Atelier di Teatro in Polvere, nel
novembre del 2001, ma la sua storia ha inizio molto, molto prima, esattamente
diciotto mesi avanti. Nel maggio del 2000 iniziammo a lavorare su di una
mia idea di teatralizzazione del cibo sulla base di qualche spunto gettato
qua e là intorno alle possibilità espressive ed emotive
di singoli ingredienti e di specifiche portate che avessero per noi un
significato particolare. Il progetto di partenza si basava sulla forte
esigenza di ricreare nel rapporto attore-spettatore qualcosa che avesse
la stessa forza intima della condivisione conviviale, dove però
a penetrare il commensale non fosse solo materia concreta ma soprattutto
impalpable
quanto palpitante
emozione. Le difficoltà non tardarono a manifestarsi -se risulta
complessa la
percezione dal
di dentro del
lavoro scenico tout-court, figuriamoci con
la viva "natura morta".
Così, appena due mesi più tardi, Elisabetta Faleni cede
alle nostre avances ed accetta di curarne la regia. L'atto della preparazione
culinaria comincia
ad astrarsi e a dilatarsi,
la farina inizia
a volare e il gesto dell'impastare
(basato su lunghe sessioni di confronto col nonno Antonio, nel cui pane
appena sfornato ero solito perdermi da bambino, nelle prime ore del mattino,
tra enormi bolle di mollica ed il suono croccante della scorza profumata)
diviene la danza di uno scultore nel pieno dell'atto creativo... Così
le prime tracce drammaturgiche presero una strada complessa, nella quale
il cibo, medium emozionale tra attore e spettatore, raccontava la vita,
non una in particolare, ma quella in cui ogn'uno si riconosce, attraverso
piccoli gesti, impercettibili sfumature dell'esistere, nella memoria di
suggestioni, odori, sensazioni...
Ma qualcosa
ancora mancava, un fondamento, qualcosa che completasse il concerto naturale
dei suoni degli utensili e della materia organica: la musica. Alla colonna
sonora riprodotta, composta con cura attraverso i suggerimenti e la sapienza
di Giovanni Venosta, si aggiunsero le sonorità dal vivo eseguite
dal maestro Roberto Zanisi che, nel suo ecclettismo strumentale, iniziò
a suonare piatti di metallo e darbuka, bicchieri di vetro e bouzouki,
cucchiaie di legno e steel pan... Siamo nell'ultima fase del lavoro.
Si aggiungono due ingredienti fondamentali: la pragmaticità ed
il mestiere di Corinna Agustoni, attrice del Teatro dell'Elfo che subentra
a Claudia, e la freschezza dell'attrice Roberta Cocca. Intanto La parte
scenografica vede le collaborazioni di giovani diplomande all'Accademia
di Belle Arti di Brera (Chiara Toloni prima e Paola Bedoni poi). L'ellestimento,
con la tavolata a ferro di cavallo collocata nello spazio scenico, si
arricchisce di particolari ricercati, mentre l'attrezzeria, frutto di
pazienti visite nei mercatini di tutt'Italia e presso le botteghe artigiane
campane e toscane, contribuisce a quel sapore di raffinatezza popolare
con venature barocche, che crea la suggestione di una dimensione antica
ma versatile, in considerazione della dimensione drammaturgica e stilistica
che di volta in volta si dipana tra una portata e l'altra. Per la parte
squisitamente enogastronomica raccogliamo suggerimenti quà e là,
da amici e conoscenti, fondamentali al fine di arricchire un menù
faticosamente elaborato a fini scenici attraverso le esperienze emotive
dell'attore, un menù la cui esecuzione però riuscisse altresì
a coniugare tempi di cottura e ritmi teatrali...
Il debutto fu un vero inaspettato successo. Questo diede la propulsione
giusta per sviluppare il lavoro in una direzione artistica ed organizzativa
avanzata. Così, dal gennaio del 2001, gli iniziali ventidue spettatori
diventano ventisei (oggi trenta) e Corinna, per i suoi impegni stagionali
con l'Elfo, inizia ad alternare il ruolo con Laura Gamucci, attrice dotata
di una delicata forza scenica che ha permesso al nostro spettacolo di
crescere ancor nella sua dimensione poetica.
Nel 2003
Teatro-Cucina si avvale dell'amichevole partecipazione del cuoco Davide
Oldani, un vero artista
della composizione culinaria, che impreziosisce le pietanze già
in essere nello spettacolo attraverso una preziosa e consapevole riequilibratura
dei sapori. La continua ricerca ed il progressivo
perfezionamento di ogni elemento dello spettacolo, ci ha spinto, nonostante
il successo ottenuto, a coinvolgere Davide affinché, con la propria
esperienza e la propria tecnica, sia valorizzata in ogni sua sfumatura
la parte più strettamente culinaria dello spettacolo.
Intanto, dal
2002 al 2004 un altro cambio attoriale: Stefania Casiraghi subentra a
Roberta Cocca. La sua mimica e la sua sottile seduzione fanno ancor più
innamorare il pubblico e contribuiscono ad una rinnovata resa scenica
dello spettacolo.
Fra mille proposte
e altri progetti, portiamo faticosamente avanti l'opera, e grazie anche
al prezioso supporto organizzativo delle compagne di ventura Paola Scalas
e Veronique Enderlin, arriviamo fino al maggio del 2004 a rappresentare
lo spettacolo circa centocinquanta volte, sempre a Milano, sempre nel
nostro Atelier, sempre col tutto esaurito, sempre con le sole nostre forze
sia economiche che produttive. Ed intanto il titolo dello spettacolo diventa
un genere.
Poi la vita,
si sa, porta a periodi di cambiamenti...
Nel 2007 lo
spettacolo viene rimesso in piedi per i Festival OperaEstate in Veneto
e Vie Scena Contemporanea Festival di Modena per l'Ert. Forse l'inizio
di una nuova magia... chi lo sa... staremo a vedere.
Tante sono
state le persone che ci hanno aiutato in questa impresa faticosa quanto
unica, almeno per noi e per gli spettatori che hanno condiviso questa
esperienza che avvertiamo come qualcosa in più di uno spettacolo
teatrale: è una sospensione poetica nella quotidianità dell'esistenza.
Claudia Spina, Max Becattini, Laura Castelli, Sara Benedetti, Francesco
Pacelli, Michela Gregori, Tina Sassi, Antonio Savio, Antonella Spina,
Simona De Filippis, in passato e oggi Pia Di Simine, Salvatore Fiorini,
Valentina Fogliani ed Emilia Impero. Persone che vanno e che vengono accomunate
dall'amore per il teatro e per i progetti assurdi ed (apparentemente)
impossibili."
Valentino
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