durata: 2 ore e 20 minuti

Uno spettacolo di:

Elisabetta Faleni e Valentino Infuso

regia: Elisabetta Faleni
da un progetto di: Valentino Infuso

con:
Corinna Agustoni/Laura Gamucci, Valentina Fogliani e Valentino Infuso


e con il Musico:
Roberto Zanisi

Compositore del Gusto:
Davide Oldani (Ambrogino d’Oro 2008)

luci:
Claudine Castay

cucina: Pia Di Simine, Sandra Bertoli
collaboratori: Emilia Impero, Francesco Pacelli,
michele Ciardulli, Valeria Marsheva

Alcuni numeri…
Tre attori, un musicista, quattordici strumenti musicali, cinque portate, quarantasei ingredienti, quattro vini, tre pentoloni, centodieci piatti, novanta bicchieri, trenta mummarelle, diciotto mesi di lavoro, quattro quintali di farina, cinquecentosedici uova, tre tentativi di abbandono, centosettanta repliche, diciotto personaggi, innumerevoli imitazioni, due ore abbondanti di spettacolo...

 

LO SPETTACOLO CHE HA DATO IL NOME AD UN GENERE!

"...Se amate il teatro e siete estimatori della buona tavola, Teatro-Cucina vi sedurrà: non c’è niente di più facile”
.

Trenta commensali, spettatori ad un unico inusuale banchetto in cui ciò che viene servito è frutto dell’agire dell’attore in un “impasto” scenico tra musica e farina, danza e acqua, canto e vino.

Non resta che abbandonarsi...lasciarsi nutrire nel corpo e nell’anima. Il gesto si fa pietanza, la parola vino...i sensi si arrendono, travolti da sapori ricercati nella memoria, da profumi e odori speziati, da suoni e rumori che scandiscono il ritmo di uno stato d’animo, da colori della terra e forme che ricordano il passato.

È una perfetta simbiosi tra “linguaggio gastronomico” e “linguaggio teatrale”.

Gli spettatori si troveranno talmente coinvolti da sentire come propri i tempi teatrali e lo spazio scenico. Ciò permetterà ai commensali di distaccarsi dalla frenesia della vita quotidiana, per immergersi in una dimensione quasi onirica ma concreta e palpabile del desinare.

“…Non è uno spettacolo a cui assistere mentre si mangia, ma uno spettacolo da mangiare”.

Non è solo una cena e non è solo uno spettacolo teatrale..è un’esperienza sensoriale completa nella quale ciò che si mangia, alla fine, risulta essere il sottofondo. I ruoli sembreranno quasi invertititi e il cibo diventerà musica, la musica profumo, la recitazione sapore, la narrazione pane caldo.

“…E’ un’emozione che perde i suoi confini…ed è pura poesia”.

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