Stagione 2009-2010
MILANO,
giovedì 17 e venerdì 18 giugno alle ore 21
"AL-KIMIYA
LAB"
VIA
PIENZA, 11 - NAVIGLIO PAVESE
(TRAVERSA VIA DELLA CHIESA ROSSA)
mezzi pubblici: 5 fermate di Bus 79 da piazza
Abbiategrasso
- direzione Gratosoglio
per info 02.37.64.09.83 oppure 393.900.11.68
link dove si parla dello spettacolo
(clicca per sapere cosa dicono di noi):
- Nicoletta Spelta su ALIMENTIPEDIA
- Rosario Pipolo su MILANODABERE
-Luigi Manganelli su LSDMAGAZINE
-Enrico Forzato su WELLENESCUCINA
- "Teatro-Cucina® e Davide Oldani" su ALIMENTIPEDIA
-Giampiero Raganelli su TEATROTEATRO.IT

durata:
2 ore e 20 minuti
Uno spettacolo di:
Elisabetta Faleni e Valentino Infuso
regia: Elisabetta Faleni
da un progetto di: Valentino Infuso
con:
Corinna Agustoni/Laura Gamucci, Valentina Fogliani e Valentino
Infuso
e con il Musico: Roberto Zanisi
Compositore del Gusto: Davide Oldani
(Ambrogino d’Oro 2008)
luci: Claudine
Castay
cucina:
Pia Di Simine, Sandra Bertoli
collaboratori:
Emilia
Impero,
Francesco Pacelli,
michele
Ciardulli, Valeria
Marsheva
Alcuni
numeri…
Tre attori, un musicista, quattordici strumenti musicali, cinque portate,
quarantasei ingredienti, quattro vini, tre pentoloni, centodieci piatti,
novanta bicchieri, trenta mummarelle, diciotto mesi di lavoro, quattro quintali
di farina, cinquecentosedici uova, tre tentativi di abbandono, centosettanta
repliche, diciotto personaggi, innumerevoli imitazioni, due ore abbondanti
di spettacolo...
LO
SPETTACOLO CHE HA DATO IL NOME AD UN GENERE!
"...Se amate il teatro e siete
estimatori della buona tavola, Teatro-Cucina vi sedurrà: non c’è niente
di più facile”.
Trenta commensali, spettatori ad un unico inusuale banchetto in cui ciò
che viene servito è frutto dell’agire dell’attore in un “impasto” scenico
tra musica e farina, danza e acqua, canto e vino.
Non resta che abbandonarsi...lasciarsi nutrire nel corpo e nell’anima. Il
gesto si fa pietanza, la parola vino...i sensi si arrendono, travolti da
sapori ricercati nella memoria, da profumi e odori speziati, da suoni e
rumori che scandiscono il ritmo di uno stato d’animo, da colori della terra
e forme che ricordano il passato.
È una perfetta simbiosi tra “linguaggio gastronomico” e “linguaggio
teatrale”.
Gli spettatori si troveranno talmente coinvolti da sentire come propri i
tempi teatrali e lo spazio scenico. Ciò permetterà ai commensali di distaccarsi
dalla frenesia della vita quotidiana, per immergersi in una dimensione quasi
onirica ma concreta e palpabile del desinare.
“…Non è uno spettacolo a cui assistere mentre si mangia, ma
uno spettacolo da mangiare”.
Non è solo una cena e non è solo uno spettacolo teatrale..è un’esperienza
sensoriale completa nella quale ciò che si mangia, alla fine, risulta essere
il sottofondo. I ruoli sembreranno quasi invertititi e il cibo diventerà
musica, la musica profumo, la recitazione sapore, la narrazione pane caldo.
“…E’ un’emozione che perde i suoi confini…ed è pura poesia”.
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