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"Se amate il teatro e siete estimatori della buona tavola, Teatro-Cucina
vi sedurrà: non c'è niente di più facile.
Entriamo e attendiamo insieme agli altri commensali che la tenda rossa
si apra per penetrare nel cuore dello spazio, prendere posto alla tavolata
a ferro di cavallo di fronte alla scena, che altro non è che un
laboratorio di cucina, e vivere incantati e increduli la cena più
stravagante alla quale ci sia mai capitato di partecipare, se non nell'allegoria
di un sogno.
Che si alzi il sipario, che salga la musica, che il banchetto abbia inizio
sotto una cascata di farina!
Il rito del cibo e del vino trova le sue radici nella tradizione popolare
partenopea, mentre gli attori e il musico, con grande maestria, ci conducono
lungo i sentieri dei sensi. Così i personaggi mutano con il mutare
delle portate e con il variare dei vini. La parte recitata ora è
triste, ora è spensierata, ora è arguta, ora è scanzonata.
Rappresentando la cena viene rappresentata la vita. La musica scende e
sale e cambia a sua volta in un turbinio che ammalia. E noi, ventisei
spettatori affascinati, sgraniamo gli occhi e tendiamo le mani, annusiamo
e ascoltiamo, gustiamo ogni cibo, ogni sorpresa, ciascun momento.
Non è solo una cena e non è solo uno spettacolo teatrale,
è un'esperienza sensoriale completa nella quale ciò che
si mangia, alla fine, risulta essere il sottofondo, quasi che i ruoli
fossero invertititi e il cibo diventasse musica, la musica profumo, la
recitazione sapore, la narrazione pane caldo. Un'emozione che perde i
confini ed è pura poesia.
E quando il sipario infine cala, dopo un tempo difficile da definire è
come tornare da un viaggio svolto nella dimensione delle fiabe. Si va
via portando con sé un po' di magia e il desiderio forte di ritornare."
CChristine
Cagnes
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